Trasformare il terroir in destinazione turistica.

Postato il 27 Marzo 2008 nella categoria Cultura, Enogastronomia & turismo, Puglia e Mezzogiorno

Questa è una segnalazione che faccio con tanto piacere, perché ho avuto modo di conoscere gli autori, anzi di essere stato loro alunno. Erica e Giovanni, oltre alla simpatia che trasmettono, sono due docenti preparatissimi, e si occupcopertina-cover.jpgano di turismo, enogastronomia a 360°, e tanto ancora.

Argomenti a me cari, l’enogastronomia, anzi la Cultura enogastronomica, il territorio e i suoi stretti legami col turismo.

Per tutti gli interessati a giorni sarà disponibile in libreria:

IL TURISMO ENOGASTRONOMICO.
Progettare, gestire, vivere l’incontro tra cibo, viaggio, territorio,
di Erica Croce e Giovanni Perri, FrancoAngeli 2008.

Erica Croce, Giovanni Perri sono docenti di Turismo Enogastronomico presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e collaborano da anni con il CISET dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Fondatori di Meridies-itinerari di cultura e turismo (www.meridies.net), forniscono consulenze e svolgono progetti di ricerca, marketing, valorizzazione del territorio, comunicazione, editoria, cultura dell’ospitalità e formazione per Enti pubblici ed operatori privati. Sono autori di guide turistiche e pubblicazioni di carattere culturale e territoriale. Collaborano a varie riviste. Portano la loro testimonianza in master universitari e numerosi corsi di formazione.



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La Giornata della VERGOGNA

Postato il 27 Gennaio 2008 nella categoria Cultura, Puglia e Mezzogiorno, Società

fame-nel-mondo.jpgQuesto sarebbe il titolo adatto a ricordare, non le vittime, e neanche i carnefici, ma i testimoni muti, che hanno girato le spalle, chi ha finto di non sapere, di non sentire, né il rumore dei treni, né i colpi di pistola e neanche l’odore di carne umana bruciata, chi ha protetto, dato ospitalità e nazionalità a criminali vari.


Solo dopo passare alla giornata della memoria, passando dall’olocausto allo sterminio degli armeni, alla persecuzione ed uccisione di massa dei monaci buddisti alle nostre foibe, senza mai dimenticare i gulag, gli schiavi africani in America, gli indiani d’America sterminati, il periodo maoista in Cina, il Pol Pot in Cambogia, l’olocausto del Ruanda, gli olocausti fatti con i “nostri” embarghi in varie parti del mondo, gli “olocausti” che ci vedono testimoni muti, e per questo consenzienti, in quei posti del mondo dove morire è preferibile al vivere, dove nascere donna è un reato, dove si lapida o si arde vivi.


L’elenco è lungo, ma molto di questo viene occultato perché sempre più spesso i carnefici non sono un esercito invasore, ma interessi di una parte di mondo, quello che si dichiara moderno, industrializzato, libero, democratico, insomma quello “civile”.



G.B.



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PER NON DIMENTICARE

Postato il 27 Gennaio 2008 nella categoria Cultura, Società


“...Per la selezione dei bambini,
gli uomini delle SS fissarono una stanga dell’altezza di 1,2 m.
Tutti i bambini che passavano sotto la stanga andavano
al crematorio.
Essendo coscienti di questo, i bambini piccoli
alzavano più che potevano le loro testoline per
trovarsi nel gruppo di quelli destinati a vivere…”




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L’unica razza che conosco è quella umana

Postato il 27 Gennaio 2008 nella categoria Cultura, Società

Albert Einstein



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1691 - 2008

Postato il 11 Gennaio 2008 nella categoria Castellana Grotte, Cultura, Enogastronomia & turismo, Puglia e Mezzogiorno

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Tra i vicoli del paese e le stradine di campagna, la peste aggrediva Castellana Grotte (Ba) mietendo vittime.
Due buoni sacerdoti, allora, non potendo far altro per salvarsi e salvare, ricorsero all’intercessione della Vergine Maria, che nella notte apparve ad entrambi promettendo che “la peste avrebbe camminato più avanti” se dell’olio benedetto di una piccola lampada sarebbe stato bagnato il paese.
Non si aspettò che qualche ora, e già tutti ne parlavano, e perfino i notai appuntavano quella storia.
E mentre intorno a Castellana la peste continuò ad uccidere le persone, la cittadina, dopo aver incendiato tutto quello che era stato a contatto con il morbo, si trovò preservata da un miracolo eccezionale.
Era l’ 11 gennaio del 1691.

L’11 gennaio 2008, così come vuole la tradizione, Castellana Grotte è illuminata da oltre 60 Fanove (falò), con maestose cataste di legna alte decine di metri che bruciano incessantemente per tutta la notte.



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Il mio novecento

Postato il 4 Dicembre 2007 nella categoria Cultura, Politica, Puglia e Mezzogiorno


Nell’aprire il quotidiano Repubblica, nelle pagine di Bari leggo: “La via periferica che a Bari lo scorso anno fu intitolata a Benedetto Petrone porta anche, caso unico, la dicitura “vittima della violenza fascista”. Il sindaco di Bari ha anche parlato di tornare a intestare una via a Lenin e a Che Guevara”.moro1.jpg

Il mio novecento è concentrato in ricordi, in testimonianze di amici più grandi, in sensazioni poco piacevoli.


In questi giorni si è commemorato i 30anni dell’omicidio Petrone a Bari.


Nelle stesse ore nell´atrio della questura si teneva la cerimonia in memoria del poliziotto Giuseppe Filippo, ucciso nel 1980 dai terroristi di Prima linea.


Ritengo inutile, anche se ho letto poco a proposito, prendere le necessarie distanze, sempre da qualsiasi forma di violenza, abiurarla totalmente ed insegnare a chi è più giovane, la forza, la potenza, la bellezza delle argomentazioni, ancor più quando queste sono direttamente collegate ad un cervello pensante.


Ma ritornato hai fatti, ciò che più mi ha colpito nel ricordare l’omicidio di Benedetto Petrone, da parte dei rappresentanti politici, e dai giornali, sono stati il rispolverare tutti i termini, in voga in quegli anni, morto per mano fascista, mobilitazione, appartenente alla classe operaia, fascisti, lenilisti, scontro armato, militanti della lotta armata, ecc. quasi a voler classificare e riportare in auge, separazioni, steccati, odi.


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Ancor di più senza riconoscere che il periodo in questione aveva altre radici, era maturato in altri contesti, e forse aveva alle spalle e nell’ombra altre figure, altri “apparati” coinvolti.
Non voglio elencare i morti di entrambe le fazioni da Torino a Reggio, dalle fabbriche alle scuole, sarebbe facile oggi, ed anche giusto, per ricongiungere dolore e sangue e trasformarlo in insegnamento ed esempio.
Una cosa collega tutte le vittime ed è una striscia di sangue dello stesso colore per tutti i morti, ed è questa che collega quegli anni avvelenati tanto da unire il triste, squallido assassinio di Benedetto Petrone a Bari da parte di vigliacchi ragazzi di una destra Fascista assassina ai fratelli Mattei figli di Mario netturbino e geretario dell’allora MSI di Primavalle , bruciati vivi a 22 e 8 anni, da parte di vigliacchi ragazzi di una sinistra altrettanto assassina ,potere operaio.

Conclusione, il colore del sangue delle vittime e le mani degli assassini sono sempre uguali.
E la manipolazione dei fatti e della storia che cambia in base a chi inaugura le targhe o le strade, e non è cosi che si rende giustizia hai morti.
Non tocca a nessuno e forse nessuno ha i meriti per diventare vittima o carnefice.



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